E’ stata recentemente costituita, a Cesena, l’Associazione dei Direttori Generali degli Enti Locali (ANDIGEL) per volere di quegli stessi innovatori che nel 1999 diedero vita al Coordinamento dei Direttori Generali delle città medie, con l’obiettivo di creare una rete virtuosa di esperienze e competenze.

Nei Comuni e nelle Province, i Direttori Generali costituiscono senza dubbio una figura sempre più strategica perché rappresentano un trait d’union tra il pensiero del potere politico e la sua traduzione operativa nei progetti e nei piani di sviluppo del territorio interessato. Poter contare su un proficuo scambio di opinioni e conoscenze, attraverso l’organizzazione di tavoli di lavoro, incontri formativi e strumenti di "benchmarking" tra enti locali non può che coadiuvare il raggiungimento degli obiettivi che ogni Direttore generale si propone di raggiungere nel corso del proprio mandato.

"La necessità di avere un Ente Locale sempre più in grado di garantire qualità ed economicità dei servizi – ha dichiarato il Sindaco di Cesena in apertura del primo Incontro Nazionale dei Direttori Generali – richiede figure dirigenziali di alto profilo, capaci di orientare le scelte tra gestioni dirette ed esternalizzazioni, tra costituzione di aziende miste e affidamento ai privati, tra investimenti e spesa corrente (…). La capacità di attivare risorse economiche aggiuntive e sinergie con altre aziende richiede una cultura imprenditoriale che trova, nella presenza del direttore generale, un’opportunità in più. L’introduzione di questa figura è certo una scommessa ma l’esperienza di altri comuni mostra profondi e ottimi risultati, così intendiamo puntare al superamento delle vecchie logiche burocratiche e formalistiche e garantire una spinta decisa verso l’innovazione."

La dichiarazione del Presidente dell’Associazione, Leonardo Michele Lo Tufo, appare del tutto in linea con gli auspici espressi dal Sindaco. "Oggi – sostiene Lo Tufo - il cittadino italiano è insieme elettore, consumatore e fruitore di servizi. Questa condizione, che io vedo come un dinamismo virtuoso, spinge le amministrazioni ad operare tenendo conto delle reali esigenze del territorio.

Non è un caso, quindi, che un nuovo soggetto istituzionale, il Sindaco, nato dai travagli dei primi anni ’90, abbia intuito l’importanza di introdurre una figura innovativa che garantisca all’amministrazione efficacia, competenza ed efficienza. Ed ecco, allora, il Direttore Generale o, per tradurre in italiano il pessimo anglismo, l’uomo che fa il capo officina della città.

La nostra associazione intende avere un ruolo attivo in questo processo di forte cambiamento culturale e conta sul contributo di tutti i Direttori Generali per delineare nuove strategie di gestione amministartiva, efficaci sistemi di controllo sui risultati, e soprattutto un nuovo modo di comunicare con il cittadino, che garantisca chiarezza e linearità nei messaggi per ridurre una volta per tutte le barriere che ad oggi separano gli elettori dalla macchina amministrativa.

In quest’ottica, il Direttore Generale deve e vuole porsi al servizio di quella amministrazione che lo ha messo al lavoro nell’officina-città".

Anche Stefano Parisi, intervenuto all’incontro di Cesena, ha espresso il suo vivo interesse per l’Associazione ed ha proposto, nel corso del suo intervento, di mettere a punto un progetto comune tra i direttori generali e la stessa Confindustria, in cui l’attività e il patrimonio culturale pubblico e privato vengano messi in sinergia. Il tavolo di lavoro così costituito contribuirà ad individuare quei meccanismi facilitatori per un proficuo incontro tra il mondo delle imprese e il mondo della PA.

La neonata Associazione, inoltre, conta sul favore di un buon numero di Sindaci e Presidenti di Provincia che condividono pienamente l’importanza del ruolo del Direttore Generale nell’Amministrazione Pubblica e che hanno firmato una dichiarazione di intenti finalizzata a difendere attivamente la piena autonomia decisionale degli Enti Locali per quanto riguarda l’individuazione di figure, ruoli organizzativi e competenze ritenuti necessari al migliore soddisfacimento delle esigenze della collettività amministrata. Tale sottoscrizione costituirà auspicabilmente uno spunto di riflessione di sicuro interesse nel dibattito in corso per la revisione del T.U.E.L.